‘Settori di specializzazione’, cosa significa realmente nella Traduzione? – Traduzione EN>IT

Questo articolo tratta un argomento che sta molto a cuore ai traduttori, anche se dai margini non ben delineati: la specializzazione nell’industria della traduzione. In seguito vi propongo la traduzione dall’inglese dell’articolo Specialization in Translation – myths and realities”, pubblicato nella rivista online Translation Journal e scritto da Charles Martin, che ringrazio tantissimo per avermi permesso di condividere questo suo prezioso contributo anche in italiano, con l’intento di fare chiarezza a riguardo.

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La specializzazione nella traduzione –

tra miti e verità

ABSTRACT: Nonostante il commune accordo all’interno dell’industria della traduzione sull’importanza sempre maggiore della specializzazione, evidentemente c’è ancora molta confusione sul significato di questo termine e dei suoi derivati ‘specializzato’ e ‘specialista’. Sebbene lo sviluppo della tecnologia e del commercio stanno rendendo necessario per i professionisti del settore il focalizzarsi su un area tematica specifica, nella misura in cui possono diventare ‘specialisti’, la cosa risulta discutibile, visto la natura inerente della traduzione e del mercato in cui si muove.

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I traduttori devono specializzarsi!

Tutti sembrano essere d’accordo che nell’industria della traduzione oggigiorno i traduttori devono essere specializzati. Ci sono due principali motivi perché questo è diventato un prerequisito sempre in crescita negli ultimi anni. Il primo è legato alla crescita esponenziale della conoscenza: semplicemente c’è molto di più da sapere riguarda un dato argomento e molti nuovi argomenti da conoscere. E’ improbabile che un traduttore possa essere in grado di tradurre bene e in un arco di tempo ragionevole qualsiasi tipo documento.

“A dispetto di quello che tanta gente crede, i traduttori raramente sono esperti nel campo in cui traducono.

Internet è il secondo e il principale motivo perché la specializzazione sia diventata sempre più neccessaria. Innanzitutto, ha permesso ai traduttori di consegnare velocemente le loro traduzioni ai clienti in tutto il mondo e di promuovere le loro specifiche abilità e servizi ben al di là del loro mercato locale. In questo senso la rete ha facilitato ai traduttori il percorso di specializzazione. In secondo luogo, ha messo alla loro disposizione una ricca gamma di informazioni consentendoli così di addentrarsi verso nuovi e specifici settori. Ma allo stesso tempo Internet ha intensificato la concorrenza, dando la possibilità alle persone con documenti da tradurre di trovare nella rete qualcuno in grado di cogliere le loro esigenze specifiche o quelle relative ai costi.

Sempre più traduttori e agenzie di traduzione sentono quindi l’obbligo di specializzarsi in uno o più settori.

Ma cosa realmente intendiamo con il termine ‘specializzazione’?

Se pensiamo che i traduttori devono focalizzarsi su uno o più settori specifici e non devono cercare di tradurre qualsiasi documento che gli viene proposto, allora è difficile da contestare il fatto che i traduttori devono specializzarsi. Persino mezzo secolo fa, pochi traduttori professionisti avrebberò contrastato questo. Ma se quello che intendiamo è che i traduttori dovrebbero diventare ‘specialisti’, allora la cosa diventa molto più complicata. Come possono i traduttori e le agenzie di traduzioni sostenere realmente di essere specializzati se l’industria stessa della traduzione non ha delle area di specializzazione ben definite? Dopo tutto, uno specialista non dovrebbe specializzarsi in un settore specifico che è riconosciuto come tale dai suoi stessi colleghi? Per di più, in quale misura la natura della traduzione e il mercato delle traduzioni consentono a un traduttore di specializzarsi in un campo specifico?

In questo senso, persino un concetto apparentemente semplice come ‘specializzarsi’ può risultare poco chiaro. Secondo l’American Heritage Dictionary, può significare “formarsi od occuparsi di uno studio o attività particolare; di concentarsi su un’attività o prodotto particolare“. Secondo il Concise Oxford Dictionary può significare “diventare uno specialista”. La distinzione tra queste due definizioni non è irrilevante, siccome il termine specialista implica un certo livello di conoscenza e di abilità. Secondo alcune definizioni, ‘specializzarsi’ può anche significare dedicarsi esclusivamente a un campo, mentre altre permettono lo specializzarsi in più di un settore.

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Di conseguenza, termini come ‘specializzazione’, ‘settore’, ‘specializzato’ e soprattutto ‘specialista’ sono usati così ampiamente e indistintamente nella industria della traduzione da non avere praticamente nessun significato. La gente presume che essere un traduttore specializzato è simile a essere uno specialista in un’altra professione, come Medicina o Giurisprudenza, anche se i concetti di ‘specializzazione’ e ‘specialista’ non possono essere usati in modo analogo per una attività cosi ampia e disorganizata come la traduzione.

Un medico specialista, ad esempio, ha fatto lo stesso percorso base di studio e di formazione  di un medico generico, ha acquisito conosceneze e abilità aggiuntive, ha così raggiunto quello che si considera un livello più alto di abilitazione all’interno di un’area di competenze ben definita, come la radiologia, la cardiologia, ecc. In questo senso esiste una distinzione chiara tra un medico generico e uno specialista. Nella traduzione, per quanto, non esiste un percorso comune base di formazione  o un comune livello di conoscenze o abilitazione e il cosiddetto traduttore specializzato può non avere nemmeno le basi delle abililità linguistiche e delle conoscenze del ‘generalista’.

Per di più, in assenza di una concordata tassonomia delle specializzazione nella traduzione non esisteno aree ben definite nelle quali i traduttori possono specializzarsi. In tal senso, il concetto di specializzazione non può avere una connotazione assoluta nella traduzione, bensi solo relativa. Ad esempio, il traduttore A, ‘specializzato’ in contabilità può considerare il traduttore B, che sostiene di essere specializzato in traduzione di business, di essere un ‘generalista’ o al massimo ‘semi-specializzato’ dal suo punto di vista. E ancora il traduttore C, specializzato in principi contabili internazionali, può ben pensare lo stesso del traduttore A. Dove sta il limite? Cosa costituisce un area di specializzazione leggitima e rilevante nella traduzione?

Uso e abuso del termine ‘specialista’

Per un traduttore senza dubbio essere uno specialista non avrà mai lo stesso significato e prestigio di un medico o di un avvocato. Ma fin che ci sono ovvi vantaggi commerciali di essere considerato uno specialista, date le maggiori conoscenze e abilità che questo implica, il termine continuerà sicuramente ad essere usato dai traduttori e dalle agenzie di traduzioni. Devono tuttavia riconoscere che l’uso a caso dei termini ‘speciaizzato’ e ‘specialista’ può apparire ambiguo e persino assurdo.

Internet ci offre tanti esempi su come il termine ‘specialista’ viene usato impropriamente. Molte agenzie di traduzioni affermano di essere specializzate, contemporaneamente, in traduzione di business, traduzione finanziaria, traduzione giuridica, traduzione tecnica, ecc, per non parlare di traduzione generica! In altre parole esse sono specializzate in tutto. Tralasciando il fatto che tali categorie sono estremamente ampie di per sé, un’agenzia di traduzione dovrebbe essere molto grande e rigorosamente organizzata in reparti separati, ciascuno gestito da uno staff specializzato in modo da rendere tale affermazione del tutto plausibile. Quando in più considerate che tali società spesso propongono servizi in un ampia gamma di lingue, il numero dello staff ‘specializzato’ che servirebbe per supervisionare le varie specializzazioni per ogni combinazione linguistica inizia a confonderci le idee. Tuttavia, clienti ingenui possono essere dissuasi dalle agenzie di traduzione che dichiarano di avere alla loro disposizione un forte battaglione di 10.000 traduttori specializzati in Medicina, Giurisprudenza e Ingegneria.

Sebbene queste diffuse dichiarazioni sulla specializzazione siano improbabili persino per una grande società di traduzioni, alcuni traduttori freelance osano a fare lo stesso. Nel suo sito, una traduttrice afferma di essere specializzata in traduzione di business, finaziaria, giuridica, traduzione di marketing, lingue e letterature, e in diverse combinazioni linguistiche! Come può essere possibile? Non è un campo come la traduzione di business  o la traduzione giuridica abbastanza vasto di per sé,  anche sola con una combinazione linguistica? Come può un traduttore essere specializzato anche solo in traduzione di business, considerando che il business è composto da varie discipline, come la contabilità, marketing, risorse umane e IT, ciascuna delle quali è un settore separato di per sè con un grande e crescente insieme di concetti e termini?

Le aziende fanno business in deversi tipi di industrie, sulle quali il ‘traduttore di business’ deve avere una qualche conoscenza.  Anche se la traduzione finanziaria rappresenta una categoria più ristretta, un traduttore può avere poca conoscenza sulla contabilità finanziaria e quasi nessuna sui mercati e sui prodotti finanziari o sulla gestione delle risorse e può non avere le dovute capacità di scrittura per tradurre adeguatamente comunicazioni finanziarie. Anche il termine ‘traduzione legale’ è molto vago. Esso dovrebbe normalmente includere documenti usati dagli avvocati e dai giudici nei procedimenti penali e civili, che richiedono una buona conoscenza dei principi, dei sistemi e delle istituzioni legali. Altri documenti richiedono familiarità con un determinato settore legale, come il diritto di proprietà commerciale e intellettuale, e ci sono contratti o altri strumenti legali che possono richiedere pochissima o nessuna conoscenza di legge.

Anche se queste affermazioni possono attirare gli inesperti e i potenziali clienti hanno poco o nessun significato reale.

Il povero traduttore ‘generico’

Visto che i siti web di tutto il mondo che si occupano di traduzione cantano le lodi ai specialisti, i traduttori ‘generici’ tendono ad essere oggetto di tanto disprezzo. Sfortunatamente, nell’industria della traduzione il termine ‘generico’ si riferisce a qualcuno disposto ad accettare qualsiasi tipo di lavoro da qualsiasi settore, anche se altamente specializzato.

Anche se penso che sono relativamente pochi i traduttori abbastanza coraggiosi e ingenui da fare questo, mentre ci sono numerose le agenzie che accettano qualsiasi proggetto. E’ grazie a loro che il termine ‘generico’ ha assunto questo significato particolare nella traduzione diventando quasi un’offesa per alcuni. Questo non sembra giusto. In Medicina, un medico di base non cerca di occuparsi di tutte le specialità mediche, ma indirizza i suoi pazienti se lo ritiene necessario al giusto specialista. Per di più, la loro ampia, più generica tipo di conoscenza viene riconosciuta come molto utile e il loro dedicarsi alla medicina generale permette a loro di acquisire e mantenere conoscenze e abilità che uno specialista non ha o ha dimenticato.

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Non sarebbe vera la stessa cosa anche per tanti traduttori ‘generici’ i quali riconoscono i propri limiti, non prendono incarichi in settori che conoscono poco e spesso offrono una formazione più varia di uno specialista, e soprattutto una conoscenza più ampia e profonda della lingua di partenza, per non parlare delle ottime capacità di scrittura? Non possono così alcuni documenti che non richiedono una conoscenza specialistica in un determinato settore essere giustamente classificati come ‘generici’? Oltretutto, questo non necessariamente li rende più facili da tradurre o meno importanti di quelli che richiedono maggiori conoscenze specialistiche. I traduttori ‘generici’ scrupolosi non stanno ricevendo un trattamento equo in questo momento, dato che l’enfasi nell’acquisire conoscenza specializzata e diventare ‘specialista’ ha contribuito ad oscurare e diminuire l’importanza della profonda cononscenza linguistica e delle capacita traduttive.

E’ interessante notare che finché il concetto di ‘traduttore generico’ combacerà con quello di ‘traduttore specializzato’ il primo continuerà ad essere altrettanto vago. Ad esempio, una traduttrice sul proprio sito web dichiara di tradurre “ogni tipo di documento legale e di documenti generici (amministrativi, finaziari, pubblicitari)”. Apparentemente lei considera tutto ciò che non rientra  nella sua area di specializzazione estremamente vasta e mal delineata (di documenti legali) di essere ‘generico’, incluso la traduzione amministrativa, finaziaria e pubblicitaria, le quali separatamente si possono considerare specialistiche.

MITI E VERITA’

Nonostante sia senza dubbio impossibile prevenire che i termini ‘specialista’ e ‘generico’ siano usati scorretamente per scopi commerciali, speciazlizzazione e i suoi derivati possono essere concetti utili per i traduttori se intesi e usati nel modo giusto, in maniera disciplinata all’interno del contesto di traduzione e dei requisiti dell’industria della traduzione. Ma affinché questo succeda ci sono due miti sulla specializazione da sfattare.

Mito n.1:  I traduttori devono essere esperti specializzati

A differenza di quello che tanta gente pensa, i traduttori non necessariamente devono essere esperti nei campi in cui traducono. A loro non serve una laurea in Medicina, Giurisprudenza o Ingegneria per tradurre documenti medici, legali o tecnici. Ci sono pochissimi documenti che richiedono il sapere e l’esperienza di un professionista della materia. I traduttori, ad esempio, non devono sapere se una procedura medica prescritta è idonea oppure se una clausola in un contratto è valida. Questo è un sapere che appartiene all’autore del testo. Ai traduttori serve un livello più basilare di conoscenza per consentirgli di capire i principi sottostanti, fare le ricerche necessarie per comprendere ciò che non capiscono, e trovare il termine giusto nella lingua di destinazione. Ad esempio, qualcuno che traduce documenti contabili non deve essere un ragioniere ma deve avere una ‘cultura’ in contabilità, che può essere ottenuta attraverso uno o due corsi universitari o da autodidatta. Allo stesso modo una buona base di matematica e fisica avanzata a liceo può essere sufficiente per tradurre persino documenti molto tecnici.

Questo ha varie ripercursioni. Dal momento che i traduttori non devono essere esperti in un dato settore (tranne che nelle loro lingue e nella traduzione, naturalmente!), possono ‘specializzarsi’ nei diversi campi, di cui hanno la dovuta conoscenza ed esperienza. Oltretutto, queste ‘specializzazioni’ possono avere poco in comune tra di loro. Non c’è ragione poiché un traduttore non può essere ‘specializzato’ nell’industria petrolifera, nella cucina e nella Borsa, se colui o colei ha una buona comprensione di questi argomenti e adeguate risorse terminologiche.

Questa ultima frase ci riporta su un altro punto importante: non solo il sapere specialistico su un determinato settore non è così importante come generalmente immaginato, ma sta diventando sempre meno rilevante dal momento che il sapere si estende in tutti i settori e la tecnologia della traduzione insieme alle risorse terminologiche tornano ad avere un ruolo sempre più importante. I traduttori non sono più tenuti a padroneggiare l’insieme dei concetti apparteneti a diversi settori e la terimologia associata a una o due lingue. Tuttavia oggi loro possono, e senza dubbio devono, fare affidamento sempre di più ai strumenti della traduzione assistita, alle conoscenze altamente specializzate e alle risorse terminologiche alla loro disposizione. Come nel caso di tutte le professioni basate sulla conoscenza, anche il lavoro del traduttore in gran parte è legato alla conoscenza di altre persone. Avere accesso a risorse adeguate determinerà se i traduttori saranno in grado o meno di tradurre testi altamente specialistici.

Mito n.2: La maggior parte dei documenti richiede la specializzazione in un settore determinato

La proporzione di documenti che richiedeno un alto grado di specializzazione è notevolmente esagerata. La stragrande maggioranza non richiede conoscenze specialistiche in qualche settore specifico, bensì una formazione piuttosto ampia in diversi settori. Molti documenti di business, ad esempio, richiedono una buona comprensione dei principi di base delle vare discipline legate al business, come Economia, Contabilità, Diritto societario e contrattuale, Finanza e Marketing, oltre a una buona comprensione di un settore particolare. Il traduttore ha bisogno ‘solo’ di una buona cultura generale di business, oltre naturalmente, a un alto livello di competenze linguistiche e strumenti adeguati, caratteristiche quali un traduttore auto-proclamato non può avere. Avere un’ampia formazione in diversi campi è spesso più utile nella traduzione che essere specilizzati  in uno solo.

Conclusioni – La prospetiva della specializzazione

Anche se il termine ‘specializzazione’ e i suoi derivati continuerano ad essere utilizzati in modo improprio per scopi commerciali, i professionisti conscenziosi devono riflettere su cosa la specializzaione può e dovrebbe significare all’interno dell’industria della traduzione. Bisogna cercare di capire il significato della specializzazione in questo contesto specifico. E’ importante riconsiderare alla luce della diffusa espansione di conoscenze e dei progressi nella tecnologia dell’informazione cosa realmente significa essere ‘specializzato’ o ‘specialista’. Essere in grado di tradurre documenti altamente specialistici sta diventando sempre meno una questione di conoscenze e più una questione di possedere i strumenti giusti.

Per rendere il concetto di specializzazione appropriato all’interno dell’industria della traduzione settori specifici di specializzazione devono essere più precisi delle ampie categorie come ‘legale’, ‘di business’ o ‘tecnica’, le quali non descrivono i tipi di documenti che un dato traduttore è in grado di tradurre in modo sufficientemente dettagliato. Queste catagorie devono essere suddivise in sottocategorie pertinenti che rispecchiano particolari abilità e conoscenze, per poter costituire concrete e rilevanti possibilità di specializzazione.

Finché non ci sara una tassonomia riconosciuta di categorie di traduzione, non esisteranno settori o discipline significative in cui un traduttore si può specializzare.

 

Fonte articolo originale:  http://translationjournal.net/journal/56specialist.htm

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